Stato dell’arte sulle strategie di screening
Il Global Burden of Disease Study riporta che il tumore al polmone è la principale causa di “perdita di anni di vita” (Years of Life Lost) e di “attesa di vita corretta per disabilità” (Disability Adjusted Life Years). Anche i costi finanziari legati al tumore al polmone sono ingenti; rispetto al tumore della mammella, del colon e della prostata, infatti, il tumore al polmone, mostra il costo totale più elevato e rappresenta la seconda spesa ospedaliera più elevata dopo il tumore del colon-retto.1
La maggior parte degli esperti ritiene che una riduzione significativa della mortalità, con conseguente diminuzione delle spese ed aumento della sopravvivenza, possa essere ottenuta solo con una diagnosi in uno stadio asintomatico più precoce; e che l’enorme costo delle spese per l'assistenza ospedaliera e i farmaci non potrà che crescere in modo esponenziale con l'ulteriore aumento dell'incidenza e della prevalenza della malattia. Vi è quindi l'urgente necessità di uno strumento di screening economicamente vantaggioso per la diagnosi precoce del tumore al polmone.1
I dati di tre studi randomizzati (NLST Americano, NELSON europeo, MILD italiano) hanno chiaramente dimostrato come la LDCT sia la metodica d’elezione nel processo di screening perché permette di abbassare il tasso di mortalità consentendo una diagnosi del tumore localizzato e in stadio precoce.2
Il National Lung Screening Trial (NLST) ha dimostrato che lo screening del tumore al polmone con tre cicli annuali di tomografia computerizzata a basso dosaggio (LDCT) riduce la mortalità per tumore al polmone. Lo studio italiano MILD (Multicentric Italian Lung Detection) ha indagato sulla possibilità di migliorare gli outcome in termini di efficacia e di costi dello screening con LDCT.3
L'algoritmo MILD ha dimostrato che lo screening biennale con LDCT è efficace quanto quello annuale nel rilevare tumori al polmone in stadio iniziale e tumori diagnosticati tra un ciclo di screening e l'altro, ma con costi e livelli di radiazioni inferiori rispetto allo screening annuale.3 Inoltre, lo studio ha evidenziato che prolungare lo screening oltre i 5 anni può aumentare i benefici, portando a una significativa riduzione della mortalità a 10 anni.3