In Italia, il carcinoma dell'endometrio è il terzo tumore più comune tra le donne di età compresa tra 50 e 69 anni.1
Rappresenta il 5,5% di tutte le diagnosi oncologiche femminili, con circa 8.600 nuovi casi registrati nel 2024.1
Sono stati identificati vari fattori di rischio per l’insorgenza del carcinoma dell’endometrio, tra i quali:
Una storia familiare di carcinoma dell'endometrio costituisce un elemento predisponente per lo sviluppo di questa neoplasia.3 Esistono sindromi genetiche, come la sindrome di Lynch, che sono associate al carcinoma endometriale. Nelle donne con sindrome di Lynch il rischio correlato all’insorgenza di tumori maligni è del 40-80% per carcinoma del colon, 40-60% per carcinoma dell’endometrio e 10-12% per carcinoma ovarico.3
Il carcinoma dell’endometrio si manifesta clinicamente, nella maggior parte dei casi, con un sanguinamento vaginale anomalo che può presentarsi in menopausa o con un sanguinamento inatteso rispetto al normale ciclo mestruale in età fertile. Solo raramente la neoplasia è asintomatica, con una diagnosi che avviene in modo accidentale.3
In genere il sintomo si presenta precocemente, ciò fa in modo che l’80% dei tumori endometriali sia diagnosticato quando la lesione è ancora confinata all’utero.1
Il percorso diagnostico del carcinoma dell’endometrio deve includere:
La diagnosi di carcinoma endometriale si basa essenzialmente sulla valutazione del tessuto endometriale ottenuto attraverso prelievi bioptici mirati associati o meno a isteroscopia.3
Per il carcinoma dell’endometrio viene comunemente utilizzata la stadiazione della Federazione Internazionale di Ginecologia Oncologica (FIGO), che divide i tumori endometriali in 4 stadi.3
Stadiazione dell’adenocarcinoma endometriale secondo i criteri FIGO 20093
Elaborazione grafica da Tab. 2a, Rif. 3.
I significativi progressi nella comprensione delle caratteristiche patologiche e molecolari del carcinoma endometriale hanno portato, nel 2023, ad un aggiornamento della classificazione FIGO. La nuova classificazione 2023 amplia il sistema FIGO 2009 per riflettere nuove conoscenze prognostiche e biologiche, migliorando l'accuratezza delle strategie terapeutiche.4
In passato i tumori dell'endometrio venivano distinti in due grandi categorie sulla base della loro istologia.3
Tumori endometroidi, di grado 1 e 2, estrogeno dipendenti.
Sono diagnosticati in stadi iniziali e quindi associati a prognosi più favorevole.3
Carcinoma non-endometrioide di tipo II, non estrogeno-dipendente, rappresentato dal carcinoma sieroso e dal carcinoma a cellule chiare. Si tratta di carcinomi scarsamente differenziati con evoluzione rapida e prognosi molto sfavorevole.3
Nel 2013, il Cancer Genome Atlas Research Network (TCGA) ha introdotto una nuova classificazione, che divide i tumori dell’endometrio in 4 distinti sottogruppi, sulla base delle caratteristiche biomolecolari.3
Elaborazione grafica da testo, Rif. 3 e 5
© AstraZeneca – Codice IT-14319 – Data di approvazione: 30/09/2025
Circa il 30% dei carcinomi endometriali presenta un difetto nel sistema di riparazione del mismatch del DNA (MMR)6
La deficienza nei meccanismi di MMR rappresenta un fattore predittivo della presenza di caratteristiche ad alto rischio della malattia, tra cui età avanzata, stadio avanzato e fattori di rischio uterini.6
Circa il 3% dei pazienti presenta una mutazione ereditaria in uno o più geni MMR (sindrome di Lynch). Il test universale dei tumori per la carenza di MMR è raccomandato per lo screening della sindrome di Lynch e delle potenziali pazienti rispondenti all'immunoterapia.6
Le strategie per il trattamento del carcinoma endometriale dovrebbero essere definite sulla base di un approccio multidisciplinare che risulta essenziale per migliorare gli esiti clinici, ridurre la morbilità e preservare la qualità di vita delle pazienti.7
Chirurgia
Isterectomia Classe A e annessiectomia bilaterale, con o senza linfadenectomia3
Chirurgia
Isterectomia radicale3
Radioterapia
+/- chemioterapia (per gli stadi più aggressivi)3
Chemioterapia/Radioterapia
La chirurgia ha ruolo palliativo nelle pazienti non operabili3
Terapia adiuvante
Numerosi studi sono attualmente in corso su nuovi farmaci potenzialmente molto efficaci che potrebbero essere introdotti nella pratica clinica nei prossimi anni. Questi includono combinazioni di farmaci immunoterapici, PARP inibitore e chemioterapia e altri farmaci a bersaglio molecolare, con l'obiettivo di migliorare le future possibilità di cura per questo tipo di tumore.2