Le pazienti affette da LES possono portare avanti una gravidanza con successo, tuttavia, è consigliabile pianificare la gravidanza e monitorare attentamente la futura mamma.1
Il lupus eritematoso sistemico (LES) può influenzare la salute riproduttiva delle donne: una gravidanza può, infatti, causare peggioramento della patologia, specialmente nelle pazienti che si trovano in una fase attiva della malattia o con una storia di complicanze renali.1 Questi peggioramenti possono portare a loro volta a complicazioni come perdita fetale, pre-eclampsia e parto prematuro.1 È importante, quindi, per le donne con LES pianificare accuratamente e gestire con competenza la gravidanza sin dal periodo preconcezionale.2
Counseling2
Un approccio multidisciplinare tra reumatologi e ginecologi è essenziale per affrontare le problematiche legate alla fertilità nelle donne con patologie reumatologiche.2 Nelle pazienti con LES il tasso di gravidanza risulta inferiore rispetto alla media della popolazione generale.2 Questo dato può essere influenzato dall’attività di malattia e dal trattamento, ma anche da scelte personali dettate da timori sulla correlazione tra gravidanza e malattia.2 Un counseling integrato e specialistico è di fondamentale importanza, quindi, per ridurre lo stress psicologico associato a queste condizioni.2
Gestione della gravidanza e post-parto2
La gravidanza delle donne con LES dovrebbe essere seguita da un team multidisciplinare:
Il ruolo del reumatologo è fondamentale per valutare i segni precoci di attività di malattia, attraverso un monitoraggio clinico e di laboratorio ogni 4-6 settimane.2
La visita dovrebbe includere;
Infine, è da ricordare che le donne con malattia attiva nei sei mesi precedenti il concepimento o durante la gravidanza hanno un rischio maggiore di sperimentare una riacutizzazione nel periodo postpartum (definito come le sei-otto settimane successive al parto).3 Per questo motivo, si raccomanda un monitoraggio attento.2
Per le pazienti con LES sono fondamentali il controllo della malattia prima della gravidanza, un monitoraggio costante, una valutazione accurata dei farmaci e una gestione preventiva delle complicazioni.2 Attraverso cure multidisciplinari e interventi mirati, è possibile ridurre l’impatto della malattia, migliorando la qualità della vita delle pazienti e dei loro figli.2
*Gli anticorpi antifosfolipidi sono ad esempio anticoagulanti lupici, anticorpi anti-cardiolipina e anticorpi anti-beta-2-glicoproteina I e risultano associati a un maggior numero di eventi trombotici e a esiti avversi legati alla gravidanza.3
LMVH: eparina a basso peso molecolare.
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